Alpha and Omega

Le mani dell'anima – Parte 2

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(Alla parte 1)

Grande Nostalgia

I seguenti versetti del Salmo 121 danno la risposta che l'uomo ha trovato dentro di sé: “Il mio aiuto viene dal Signore, Creatore del cielo e della terra”. Potremmo non essere soddisfatti di questa risposta. Dopotutto, come può aiutarci qualche dio della religione tradizionale?

Nel rispondere a questa domanda, dobbiamo prima di tutto renderci conto che la Bibbia è in gran parte una raccolta di scritti ispirati che contengono un messaggio velato sul cammino mistico e misterioso che conduce all'unione con l'Assoluto. Il frammento sopra citato si riferisce al momento sul sentiero in cui una persona smette di cercare la liberazione usando i metodi di questo mondo, ma inizia, nell’oscurità, la ricerca di una connessione con Qualcosa/Qualcuno più alto di lui, che non viene da qui, dal campo magnetico terrestre.

Carl Gustav Jung è l'autore del seguente aneddoto: Un vecchio alchimista incoraggiò uno dei suoi studenti dicendo: “Non importa quanto ti senti alienato e solo, se fai il tuo lavoro con diligenza, amici sconosciuti verranno a cercarti”.

La vera alchimia consiste nel trasformare i metalli vili nell'oro dello spirito. Gli amici sconosciuti che Jung ha in mente sono la Gerarchia Divina che sovrintende allo sviluppo spirituale dell'umanità. È in questo mondo la “destra” del Signore che ha fatto il cielo e la terra.

Quando una persona si risveglia e inizia a desiderare un altro mondo; quando comincia a rendersi conto che la sua casa è nello spazio spirituale, quando diventa uno straniero sulla Terra, significa che l'atomo del sole spirituale si è risvegliato in lui. Una tale persona è toccata da ciò che Mikhail Naimy nel suo libro Il Libro di Mirdad descrive poeticamente come “Grande Nostalgia”, un desiderio inestinguibile di una casa spirituale che porta a un'intensa ricerca. E questa “Grande Nostalgia” è la seconda condizione che deve essere soddisfatta per liberarsi. “Cercate e continuate a cercare e troverete; bussate e continuate a bussare e vi sarà aperto”. (Mt 7;7)

Un uomo che desidera Dio inizia a inviare inconsciamente una radiazione infrarossa dal suo cuore, la quale attira a sé la Luce della Gnosi e l'aiuto della Fraternità Spirituale. Riceve segni che lo conducono a fonti e luoghi dove può, in completa autonomia, realizzare il sentiero che lo conduce alla morte mistica dell'ego e al sentimento della vera Unità con tutta la creazione.

Io Sono Colui che Sono

Nel Libro biblico dell'Esodo (Es 3) c'è una parabola profondamente simbolica di Mosè, al quale Dio parlò apparendogli sotto forma di un roveto che sebbene fosse in fiamme non si bruciava. In questo cespuglio possiamo trovare un'analogia con la nuova anima umana, infiammata dal principio divino dell'idrogeno – fuoco – che le conferisce l'immortalità. Questa parabola è, ovviamente, un velato riferimento al sentiero liberatorio, ma non è su questo che vogliamo concentrarci ora. Vogliamo soffermarci un attimo sul nome con cui Dio si è presentato a Mosè: Io Sono Colui che Sono (Ehieh Asher Ehieh).

In questo nome possiamo trovare nascosto l'assioma di Thoth/Ermete Trismegisto: “Come in alto, così in basso”. Nel primo “Io Sono” troviamo la Coscienza primordiale, l'Essenza del Dio Padre non rivelato; nella parola “Colui” troviamo la Parola, il Logos, il Maat – il Piano Divino da cui si dispiegherà il visibile; nel secondo “Io Sono” c’è l'incarnazione di questo Piano nel mondo rivelato.

Affinché una persona possa essere trasformata in un essere conforme al piano originale di Dio, deve diventare assolutamente silenziosa nel cuore, nella mente e nelle azioni. Allora la sua anima diventerà uno specchio e rifletterà l’”Io Sono” di Dio.

Quando iniziamo a sentire la consapevolezza del “Io Sono”, ci eleviamo al di sopra della doppia percezione della realtà. Non reagiamo più emotivamente alle manifestazioni del bene e del male che percepiamo in noi stessi. Questa neutralità deriva dal fatto che non ci identifichiamo più con la nostra natura inferiore. Trasferiamo questo “Io Sono” interiore all’esterno, e arriva la comprensione che tutto semplicemente “È”. Smettiamo di valutare e giudicare ciò che è fuori, il che non significa, ovviamente, che diventiamo amorali. Non diventiamo amorali, ma silenziosi, privi di preferenze, aspettative, pregiudizi e preconcetti. Cominciamo a vedere che tutto ciò che esiste serve a qualcosa; che è necessario. Il rispetto appare in noi.

Tale silenzio può nascere solo dalla “Voce del Silenzio” che viene emessa dalla scintilla divina, l'atomo celeste, la particella del Sole Spirituale presente nel nostro cuore. È il seme da cui può svilupparsi la veste di un'anima nuova, capace di sposare lo Spirito, capace di fondersi con Osiride.

L'unico modo per riuscirci è il silenzio assoluto di sé, la morte del vecchio “io”, a cui alludono le parole della Lettera di Paolo ai Romani (12; 1-2): Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio: è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

E anche altre parole che seguono più avanti in questa lettera: Non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ciò che è umile (Romani 12; 16).

Un'anima naturale non può essere portata alla vera grandezza. Pertanto, deve “morire” per far posto ad un'altra anima, luminosa, altamente vibrante, intessuta di eteri non di questo mondo. In questo processo di rinnovamento, vengono progressivamente santificati tre templi dell'Uomo: il santuario della sua testa, del suo cuore e, infine, delle sue mani. Dopo tale trasformazione, l'anima umana può afferrare la “mano” dello Spirito tesa verso di essa. Diventa un intermediario tra terra e cielo, pronto a creare con la santa sostanza della Maat-rice Divina.

Maestro: Se taci, allora sei ciò che Dio era prima che la natura e la creazione fossero create, e di ciò che ti ha creato come essere naturale. Allora ascolterai e vedrai con ciò che Dio vide e udì in te, prima che ci fosse l'ostinazione, il tuo proprio vedere e sentire. Affida completamente la tua volontà a Dio! Non fare ciò che la tua volontà ti spinge a fare! Sottomettiti alla croce di nostro Signore Gesù Cristo. Se lo fai, Dio parlerà in te e dirigerà a Lui la tua volontà consacrata nelle profondità oltre i sensi. Allora ascolterai ciò che il Signore dice in te.

Jacob Böhme, La vita sovrasensibile.

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