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Karma e libero arbitrio

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Derivato dal Sanscrito, karma significa azione in tutte le sue forme, e anche le conseguenze dei nostri atti; il bilancio delle buone o cattive conseguenze delle azioni passate determina le successive incarnazioni.
Preso in questo modo, non si riferisce solo alla remunerazione per le azioni, ma anche alla loro maturazione. In base a questo significato, non ci sarebbe intervento divino sugli eventi, ma piuttosto una maturazione delle azioni nelle loro conseguenze. Per far fronte a queste conseguenze, l’essere umano cerca sempre di migliorare il suo karma, valutando le sue azioni e le sue parole di momento in momento, scegliendo gli atti migliori, nella speranza che lui o lei lasceranno immancabilmente il ciclo di morte e rinascita (samsara), raggiungendo la liberazione finale chiamata Moksha o Nirvana.
Per il misticismo Hindu, come per altre correnti occulte, c’è un certo fatalismo nella misura in cui “qualunque cosa accade, accade”, senza riguardo alle aspirazioni, agli sforzi, alle preghiere e agli atti dell’uomo.
Di conseguenza, la legge del karma sembra la legge più potente dell’universo: regola, castiga, reprime e ricompensa le buone e le cattive azioni.
“Sto alla larga dalle persone folli, dai viziosi, dai lascivi, dagli invidiosi e dagli avidi, dagli assassini e dagli insolenti; li abbandono al demone vendicativo, scorticati e poi bruciati dal fuoco del desiderio, che eccita i loro sensi, dando quindi loro più opportunità di compiere azioni crudeli finendo per aggravare ancor più la loro punizione”.
La macchinosità di questa percezione karmica dell’esistenza umana è rigidamente deterministica e alienante. Quale sarebbe il margine di azione umano in un determinismo fatto di leggi incorruttibili e inalienabili? Nel caso in cui ogni cosa sembrasse già scritta, e nel caso in cui l’uomo non sia altro che un semplice subalterno in una cornice esistenziale così regolamentata, che cosa dovrebbe egli fare per ottenere la sua salvezza?
La risposta a questo sembra essere più problematica che nella lingua sacra, dove Gesù, rispondendo al centurione, afferma “Vai, e sia fatto secondo la tua fede”. Questa liberatoria lasciata dal Cristo sarebbe più in armonia con l’idea di libero arbitrio, dove l’individuo deve scegliere il suo percorso di azione,
definire la tempistica, i mezzi e i metodi. In verità, i metafisici sono stati spesso divisi tra libertà e necessità, tra compatibilità e incompatibilità. La riflessione qui si focalizza sulla compatibilità o incompatibilità tra le Leggi e l’iniziativa personale, tra determinismo e libero arbitrio. Come si può pensare di essere sia dipendenti dalle leggi naturali che responsabili per le proprie azioni?

Sono possibili diversi futuri?
Nel caso in cui si sia d’accordo sul condizionamento causato dal tempo e dal luogo di nascita e sull’importanza della natura della famiglia di origine, la discussione riguarda di più la gestione dei ricordi personali, delle esperienze, delle azioni, delle conquiste e delle frustrazioni.
Per i cabalisti moderni, il karma si riferisce a una serie di avversità che uno si sceglie prima della nascita, diventando così scopo della vita il superare queste ardue prove, in modo da vivere il resto della vita nel desiderato libero arbitrio. Secondo gli approcci teosofici e antroposofici, il karma si riferisce alla legge del castigo o legge di causa/effetto.
Allo stesso tempo, la convinzione che le azioni individuali in ogni momento possano cambiare il corso del proprio destino sta guadagnando terreno. La possibilità di “creare il destino” in ogni momento pare interessi ai cercatori moderni. Infatti, nel campo dello sviluppo personale, essi sono chiamati a esplorare i limiti della personalità, nei suoi aspetti consci, inconsci e subconsci, con lo scopo di essere padroni del proprio destino, oppure di ampliare la propria coscienza e acquisire maggior autocontrollo. La prospettiva della filosofia trasfiguristica, pare anche andare verso un’Auto-Frammassoneria, ma in questo caso si basa sulla consapevolezza dell’Atomo Scintilla di Spirito, il cui risveglio rinnova sia gli aspetti interiori che esteriori del Microcosmo, e che deve diventare la guida della nostra vita.
Ma, se non ci sono possibilità di sfuggire al karma, vi potrebbe essere una libera costruzione?
Se supponiamo che la salvezza sia pianificata in anticipo, e che sia sufficiente attivare il nostro “karma positivo”, questo farebbe sì che alcuni esseri siano dotati della possibilità di sfuggire, e altri siano irrimediabilmente condannati dal loro karma pesante. Questa visione appare in qualche modo inusuale, insostenibile, e insopportabile per ogni coscienza che abbia un minimo di riguardo per il destino dell’umanità sofferente.
D’altro canto, in base alla credenza che un’azione individuale può cambiare il nostro destino, diverse alternative sembrano presentarsi alla coscienza individuale e collettiva, essendoci una scelta da fare costantemente nelle nostre vite. In quest’ottica, ogni idea formulata, ogni desiderio, ogni azione individuale o collettiva aggiornerebbe il destino dell’uomo, che non sarebbe un percorso lineare, ma una rete complessa di percorsi virtuali, con la possibilità per ogni essere umano di modificare la propria e l’altrui vita.
Finché si rimane sul piano di vita orizzontale sulla terra, l’essere umano è sotto il controllo del fato che lo dirige e lo prevarica. Ma quando si libera da questa dipendenza funesta, qualsiasi cosa sperimenti succede solo grazie alla sua elevazione o a quella dei suoi compagni.
La Fraternità Universale, fatta da Microcosmi che non sono caduti, più quelli che si sono reintegrati nell’Ordine di Vita Divino, porta un rimedio per questo mondo: la Legge dell’Amore, alla quale tutti gli esseri umani possono connettersi, e quindi sfuggire alla prigione karmica naturale.
Cercare di accumulare il karma “delle buone azioni” può alleggerire la sofferenza individuale e permettere di vivere una vita naturale accettabile; ma questo non garantirà un soluzione liberatrice duratura. Per far sì che si sia degni di ricevere questo regalo divino portato dai “Fratelli Maggiori”, il candidato ai misteri divini, che fino ad allora sottostava alla ferrea legge del karma dell’anima naturale, deve risvegliare l’anima divina, e indossare il vestito di luce per mezzo del quale sfuggirà a Nemesi, la dea dagli occhi bendati che simboleggia il karma.
Grazie alle nuove qualità dell’anima, ogni cosa in lui compirà un capovolgimento, e il candidato eviterà quindi il demone vendicativo non appena sceglierà un ciclo di vita virtuoso, evolvendo di magnificenza in magnificenza. Questo non significa necessariamente che il candidato non sperimenterà più impedimenti e difficoltà inerenti la vita in sé.
Piuttosto, egli guarderà alle circostanze e agli eventi della sua vita con occhi nuovi, che li trasformerà in “acceleratori di consapevolezza” e dopo verranno elevati allo stato paradossale di “pietre di costruzione” per la liberazione dell’umanità.

 

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