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La nostra vita è in continuo movimento. La cultura e credenze, in cui la nostra coscienza è immersa, ci spingono al perseguimento di obiettivi personali, a raggiungere successi e a mettere in pratica coraggiosi progetti. Le nostre azioni sono spesso condizionate dalla pressione sociale, dalla nostra stessa ambizione interiore, così come dalla paura del fallimento e delle sue conseguenze, che si traduce nell'emergere di emozioni quando qualcosa va storto.
Queste emozioni sono il segno di una resistenza. Che tipo di resistenza?
In realtà, tutta la vita dialettica si basa sulla resistenza. Quando ci succede qualcosa di "negativo", resistiamo sempre, non lo accettiamo e nemmeno accettiamo ciò che non può più essere cambiato. Se ci succede qualcosa che ci tocca profondamente, possiamo pensarci per giorni e immaginare altre possibili alternative alla situazione. Spesso ci chiediamo anche: «Doveva proprio succedere? Se mi fossi comportato diversamente, avrei evitato questa situazione?», ecc. Raramente abbiamo il pensiero illuminante che ogni evento porta con sé un DONO. Questo dono passa spesso inosservato perché neutralizzato dalla nostra resistenza. Non di rado, solo dopo che è trascorso un po'di tempo, si scopre che l'evento ha in effetti avuto un significato profondo e trasformativo o che si è verificato per attirare la nostra attenzione su qualcosa della nostra vita che ci sta affliggendo.
Con i suoi  sensi limitati, l'uomo non percepisce l'intera realtà, ma solo una parte. Nell'azione, raramente è guidato da una voce interiore, spirituale, ma piuttosto dalla volontà del suo ego. Privato della connessione con il Potere Superiore, che dà un senso di sicurezza, l'uomo cade rapidamente preda della paura e del dubbio. Quando qualcosa va storto, reagisce con rabbia, ribellione, frustrazione, amarezza, ecc. E ognuna di queste reazioni è il seme di fallimenti successivi, dal momento che l'energia che inviamo ci ritorna indietro moltiplicata. Come dice la Bibbia: Si raccoglie ciò che si semina.
Se nei momenti difficili facessimo uso di due elementi magici necessari, che sono FIDUCIA e GRATITUDINE, dopo qualche tempo ci accorgeremmo che questo atteggiamento ha un profondo potere di trasformazione e diventeremmo così persone completamente diverse. Anche la realtà intorno a noi cambierebbe radicalmente.

Com'è possibile? Bene, consegnare il timone nelle mani della Forza Divina interiore ci allontana dalla vita basata sulla natura egocentrica per riportarci alla dimensione di cui eravamo parte prima della caduta nella materia. La fiducia nella Forza di Dio in noi, o l'uso di parole chiave: Non la mia, ma la tua volontà sia fatta, è una rinuncia alla lotta e alla resistenza, e diventa l’evento più trasformativo che si possa immaginare! Come già detto, è necessario includere nella nostra vita due elementi trasformativi: fiducia e gratitudine illimitate. Questi due elementi alchemici determinano una completa trasformazione degli eteri di cui ci nutriamo e traslano i nostri pensieri su altre strade. Un'analogia perfetta di questa situazione è quella del fiume sul quale un uomo si muove in canoa contro corrente, costringendosi a maneggiare energicamente il remo. Questo esempio illustra perfettamente la resistenza e la lotta che non ci permettono di vivere in armonia col divino. Tuttavia, quando ingaggiamo i due magici elementi alchemici, saremo in grado di posare i remi e usarli solo se necessario per rettificare il percorso, in modo coerente con la navigazione interna.
Dobbiamo agire in accordo con ciò che la voce interiore ci suggerisce. Le nostre intenzioni devono diventare pure, focalizzate sul servire Dio come meglio possiamo. Ascoltando la voce del cuore e seguendo il flusso del fiume, vivremo secondo la Volontà Divina! Certo, il fiume non sarà sempre calmo! A volte sarà agitato e vari ostacoli: tronchi, pietre sporgenti, rami, ecc, si presenteranno sul nostro percorso. A volte li urteremo, perché la nostra capacità di leggere interiormente "la mappa disegnata dalla mano divina" o "l'itinerario" non è ancora perfetta. Tuttavia, quando anche nelle difficoltà mostriamo fiducia e gratitudine, vedremo che esse sono solo segni sul sentiero, un "incitamento" per il nostro bene, poiché richiamano la nostra attenzione su alcuni dettagli importanti. La nostra barca procederà e alla fine tutti gli ostacoli scompariranno e navigheremo in acque ampie e calme. Ecco come funziona. Non per niente gli insegnamenti spirituali parlano diffusamente di non-agire o wu-wei. Non si tratta tuttavia di resa totale, sottomissione o indifferenza. Si tratta piuttosto dell'osservazione attenta di se stessi, dell'osservazione della vita e della lettura intuitiva della Volontà di Dio attraverso il contatto con il proprio sé interiore.

Dio ci parla, comunica con noi attraverso i simboli e situazioni che Egli mette sul nostro cammino. In questo modo ci conduce al sommo Bene. Tuttavia, abbiamo ancora molta paura, mancanza di fiducia e resistenza, che sono il risultato di situazioni traumatiche che ci sono capitate in passato. Non ci rendiamo conto che la sofferenza che abbiamo vissuto è dovuta alla nostra mancanza di conoscenza, alla violazione delle leggi divine e al nostro egocentrismo. I semi che abbiamo seminato hanno portato il raccolto che dovevamo mietere. Tuttavia, quando abbiamo fiducia in Dio, quando siamo in contatto con il nostro cuore e non mettiamo in campo resistenza emotiva, verbale o fisica, semineremo fiducia, gratitudine, amore e luce. E quello che seminiamo, lo raccoglieremo. In questo modo, il nostro sentiero si raddrizzerà, le acque agitate si placheranno e navigheremo nelle ampie acque di un mondo completamente diverso.

 

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