two lives

Viviamo due vite

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Mi sveglio la mattina – dove sono? In quale vita esisto? Dove sono stato durante la notte? Posso scegliere tra due realtà?

Vivo una doppia vita. No, non ho una relazione! Né possiedo una casa di campagna, un rifugio per il fine settimana e quindi non vivo in due posti diversi. Esisto in un solo corpo, in un solo posto. Eppure sono consapevole di avere due vite. Una vita nella realtà quotidiana, nella rete dell'esistenza di ogni giorno e un'altra vita, all'interno dello stesso corpo, che fa le stesse cose – ma meravigliosamente libera.

Posso svegliarmi in entrambi gli stati. Sembra che dipenda dalla mia vita nel sogno, che a sua volta dipende dalla mia vita diurna, dalle esperienze, dai pensieri, dalle impressioni che mi hanno attraversato durante il giorno precedente. E senza dubbio da molti altri fattori e influenze di cui non sono consapevole. Posso svegliarmi sentendomi calmo e pacifico, senza preoccupazioni, senza pensieri. Oppure, l'altra possibilità – quella che meno mi diverte – intrappolata in una soffocante rete intricata di pensieri, idee, preoccupazioni, che mi lasciano letteralmente senza fiato.

Questa alternanza di realtà succede da qualche tempo. Inizialmente in maniera quasi impercettibile, al di là della mia coscienza, che non ho alcuna consapevolezza di quando sia iniziato – so solo quando me ne sono reso conto e ho iniziato, sperabilmente, a capire dall'interno ciò che stava accadendo.

Svegliarsi in uno stato evoca la tranquillità, svegliarsi nell'altro un profondo senso di panico. Dove sono? Come sono arrivato qui? Posso scegliere tra i due stati? Apparentemente sì. E lo faccio, progressivamente, ma non senza grande lotta.

A volte trovare la pace avviene in modo naturale, senza sforzo, nello stato di veglia. A volte mi sfugge e prevale l'altra realtà. Ma posso scegliere, l'ho scoperto solo di recente.

Da qualche parte, nel profondo, ho scoperto un interruttore invisibile, un "pulsante d’emergenza", un mezzo per fuggire dalla temuta rete della vita quotidiana nella calma interiore, nella pace interiore. Come passare da un mondo all'altro, verso una realtà superiore, senza andare da nessuna parte.

Il punto di innesco segreto sta nel mio cuore, nel mio essere interiore. È sempre stato lì ed è presente in ognuno di noi. Ne abbiamo tutti uno.

Ma è inutilizzabile, latente, a meno che grandi cambiamenti nella nostra vita, i nostri atteggiamenti, i nostri pensieri e sentimenti, il nostro stato di coscienza ci conducano su una strada verso il discernimento, verso il risveglio.

Cambiamenti permanenti, non fugaci. Svegliarsi con la consapevolezza di vivere due vite, vivere in due realtà. Una realtà che sta scomparendo (ma sempre in grado di riaffermarsi) e un'altra in procinto di nascere e prendere vita.

L’interruttore  segreto si trova tra i due, permettendomi di uscire dalla realtà intricata della mia quotidianità, in un posto molto lontano, molto in alto, e tuttavia dentro di me. Un luogo di pace sublime e senza fine. Il desiderio di quella transizione, quel senso di andare oltre è ciò che consente all’interruttore di funzionare.

Ma solo desiderandolo sinceramente, dal profondo del cuore.

Non un’illusione; non solo un pensiero, non solo un desiderio. E’ necessario desiderare e concentrarsi su quell’interruttore, quel "qualcosa" interiore; viverlo, nutrirlo, dargli vita.

Allora sono spazzato via, liberato. Ed allora posso tornare a casa.

 

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